Trump ha firmato il pacchetto di sanzioni alla Russia

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  • di Edith Driscoll

Atto dovuto dopo l’ok del Congresso. Mosca: “Queste misure potrebbero riavvicinarci all’Ue”.

Il dado è tratto. Donald Trump ha firmato il pacchetto di sanzioni contro la Russia approvato dal Congresso degli Stati Uniti. Lo riporta la Cnn. Una scelta obbligata per il presidente Usa, che ha tergiversato finché ha potuto per non incrinare nuovamente i rapporti con Vladimir Putin ma alla fine ha dovuto cedere alla volontà del Parlamento.

Opportunità

Mosca, che ha già annunciato l’espulsione di 755 diplomatici Usa come ritorsione, ora punta a cogliere l’opportunità offerta dal provvedimento varato da Washington. Secondo il presidente della Commissione Affari esteri della Duma, Leonid Slutski, le sanzioni potrebbero paradossalmente riavvicinare la Russia all’Europa. “Nella questione della illegalità dell’inasprimento delle pressioni sanzionatorie – ha affermato il deputato – l’Europa si è mossa verso il buonsenso e ora questo fattore certamente ci può unire”.

Slutski ha inoltre definito le nuove sanzioni americane “un nuovo colpo ai rapporti tra Russia e Usa e alla stessa possibilità di ripristinarli nel prossimo futuro”.

Russiagate

Trump, come detto, si è visto costretto a varare le misure anche per non mostrarsi troppo morbido nei confronti di Mosca in pieno Russiagate. Secondo quanto riportato dal Washington Post sarebbe stato proprio il presidente Usa a dettare, da bordo dell‘Air Force One di ritorno dalla Germania l’8 luglio, un comunicato che costituì la prima reazione del figlio Donald Jr alla notizia dell’incontro con l’avvocatessa russa alla Trump Tower nel giugno 2016, in cui affermava che si era parlato principalmente di adozioni di bambini russi. Dichiarazione che si rivelò poi fuorviante alla luce di successivi chiarimenti e ammissioni. Donald Jr ha ripetuto a più riprese di non aver informato il padre dell’incontro perché non era emerso nulla di interessante, “non c’era nulla da dire“. Ha detto di essere disposto a ripeterlo agli inquirenti, però poi l’audizione alla commissione Giustizia del Senato che doveva essere pubblica, prima è diventata una testimonianza a porte chiuse e poi è stata rinviata. Inoltre ci sono le dichiarazioni dei legali di Trump, l’avvocato Jay Sekulow in particolare, il quale nei giorni scorsi aveva affermato che il presidente non aveva avuto nulla a che fare con quel comunicato.

FONTE: In Terris