Trump: “Quella di Kim è una missione suicida, se ci attaccano li distruggeremo”

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  • di Francesco Volpi

Rocket man sta portando avanti una missione suicida per sé e per il suo regime”. Dal Palazzo di Vetro dell’Onu arriva l’ennesimo avvertimento di Donald Trump alla Corea del Nord e a Kim Jong Un, che definisce ancora una volta “uomo razzo”, prendendo spunto dal titolo del celebre successo di David Bowie. E’ l’unico passaggio ironico di un intervento, il primo del presidente Usa all’Assemblea Generale Onu, in cui l’ex tycoon conferma che l’opzione militare contro Pyonyang resta in piedi, sia pur come extrema ratio.

Minacce e negoziati

“Se ci attaccano li distruggeremo – avverte Trump – se saremo costretti non avremo altra alternativa. Gli Stati Uniti sono pronti, disposti e capaci ma si spera che questo non sia necessario“. Quella diplomatica resta quindi la strada principale anche se per il leader della Casa Bianca “è oltraggioso che ci siano Paesi che ancora sostengono Pyongyang”. Un’allusione nemmeno troppo velata alla Cina e, forse, in parte, alla Russia. Sul fronte delle trattative Trump è perentorio nell’affermare che “la Nordcorea deve realizzare che la denuclearizzazione è l’unico futuro”.

Lotta al terrorismo

Ma quello nordcoreano è solo uno dei dossier affrontati dal presidente americano nella sua “prima” all’Onu. “Abbiamo fatto enormi progressi contro l’Isis in Iraq e Siria. Sconfiggeremo il terrorismo radicale islamico” ha spiegato. In generale, ha evidenziato, “le Nazione Unite devono lavorare insieme contro gli ‘stati canaglia’ che minacciano il mondo. Se i giusti non sapranno affrontare questi pochi cattivi, il male trionferà“. Anche perché, ha ricordato, “i terrorismi e gli estremismi si sono rafforzati, sono diffusi in ogni angolo del pianeta e sono sostenuti da diversi regimi”. E per far fronte alle minacce l’esercito Usa diventerà “più forte che mai“.

Altro dossier caldo è quello legato all’accordo sul nucleare iraniano, su cui gli Stati Uniti dovranno prendere una decisione entro ottobre. Trump non svela quale strada intraprenderà la sua amministrazione ma definisce l’intesa “una fonte di imbarazzo per gli Usa” perché il “regime” di Teheran utilizza le sue risorse non per il progresso del suo popolo ma per “finanziare Hezbollah” contro “i pacifici vicini arabi e Israele“. Washington, ha proseguito, non può rispettare “un accordo che fornisce copertura per l’eventuale realizzazione di un programma nucleare“. All’Iran Trump chiede poi di liberare i cittadini americani detenuti e di interrompere il suo sostegno “al terrorismo”.

America first

Sul fronte interno ha spiegato che “Come presidente degli Stati Uniti metterò sempre al primo posto l’America, proprio come voi leader dovreste sempre mettere il vostro Paese al primo posto. Tutti i leader responsabili hanno l’obbligo di servire i propri cittadini e gli Stati nazione restano il modo migliore per dare futuro migliore al mondo“, ha proseguito il presidente Usa, aggiungendo però che “gli Stati Uniti saranno sempre amici del mondo, soprattutto dei nostri alleati, ma nessuno può più approfittare di noi, nessuno può più stringere accordi che a noi non portano nulla“.

fonte: interris