Ufficiale: dal 2015 sono raddoppiati gli italiani rinc*glioniti dalla televisione

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Su Repubblica è uscito questo articolo dal fantastico titolo: «La vittoria dei pro-vax: raddoppiati gli italiani che credono alla scienza». L’autore, è scritto nell’articolo stesso, è professore di Sociologia della Scienza, Università di Trento e membro del comitato scientifico Observa.

[Io invece non sono nessuno. E allora perché mi stai leggendo? Non lo so, dimmelo tu.]

Il professor Bucchi arriva alla conclusione riportata nel titolo del pezzo di Repubblica grazie ai risultati di un sondaggio condotto su 997 persone. Ci vogliamo fidare dei sondaggi? Ma sì, dai, fidiamoci.

Nel 2015 lo stesso sondaggio rivelava che il 23% degli italiani pensava che tutte le vacinazioni, compresa quelle contro l’influenza, dovrebbe essere obbligatorie.

[Da notare ben tre errori in quest’unica frase che abbiamo citato paro paro: «vacinazioni» «compresa quelle» e «tutte le vacinazioni … dovrebbe essere». Però io non sono nessuno e l’altro è un professore membro del comitato scientifico. Quindi forse è giusto come ha scritto lui.]

La vittoria dei pro-vax: raddoppiati gli italiani che credono alla scienza

Andiamo avanti: oggi, quelli favorevoli a tutte le vaccinazioni, sono diventati il 47,1% e quindi sono più che raddoppiati, è vero. Ma questo significa che sono raddoppiati gli italiani che credono alla scienza? Siamo sicuri?

Attenzione, facciamo un semplice ragionamento, dato che l’utilizzo della logica non è ancora un’esclusiva dei professori universitari. Se fosse vero che gli italiani che credono nella scienza sono raddoppiati (come dice il titolo di Repubblica), passando dal 23 al 47,1%, significa che tutti gli altri italiani non credono nella scienza!

Se così fosse, il dato veramente importante che emergerebbe dal sondaggio, sarebbe che oggi il 52,9% degli italiani non crede nella scienza. E addirittura, nel 2015, era il 77% degli italiani a non credere nella scienza…

Questi dati sono ovviamente paradossali ma sono la conseguenza logica del ragionamento applicato da Repubblica, che è questo: chi pensa che i vaccini debbano essere obbligatori, crede nella scienza, gli altri no. Ma è una premessa falsa, che perciò conduce a conclusioni assurde. Chi scrive, infatti, pensa che i vaccini non debbano essere obbligatori però crede nella scienza. Quindi come la mettiamo, caro professore?

Dato che ritengo sbagliata l’interpretazione di questo sondaggio, mi permetto, da nessuno quale sono, di proporne una alternativa.

Prima domanda: perché alcune persone non sono favorevoli alle vaccinazioni obbligatorie? Risposta semplice: perché pensano che i vaccini, come tutti i farmaci, possano avere effetti collaterali. Infatti, se credessero che i vaccini fossero totalmente sicuri e privi di rischi, non ci sarebbe motivo per essere contrari alle vaccinazioni obbligatorie.

Seconda domanda: se io oggi sono contrario alle vaccinazioni obbligatorie, in che modo posso cambiare idea e in due anni diventare favorevole? Risposta semplice, in due modi: 1. cambiano i vaccini (che diventano completamente sicuri e quindi non ho più motivo di preoccuparmi per gli effetti collaterali); 2. cambio io, cambio il mio modo di pensare. Sappiamo che dal 2015 a oggi i vaccini non sono cambiati. Quindi cos’è cambiato? Sono cambiate le persone, è cambiato il loro modo di pensare.

Terza domanda: perché, sui vaccini, è cambiato il modo di pensare del 24,1% degli italiani? Forse il 24,1% degli italiani si è improvvisamente laureato in medicina in due anni? Impossibile. E allora? Allora, semplicemente, il 24,1% degli italiani si è fatto influenzare dalla propaganda pro-vax degli ultimi due anni, propaganda che, soprattutto negli ultimi mesi, è diventata super martellante.

Ecco cosa dimostra il sondaggio pubblicato su Repubblica: non sono raddoppiati gli italiani che credono nella scienza, sono aumentati del 24,1% gli italiani che credono alle stupidaggini che sentono in tv.