Una bimba di 16 mesi è morta per cause ancora sconosciute (ma pochi giorni dopo aver fatto un vaccino)

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  • di Claudio Messora

Quindi ricapitaliamo: una bimba di 16 mesi fa il vaccino contro il morbillo, poi dopo qualche giorno viene ricoverata per una coagulopatia e muore (di arresto cardio/respiratorio, senza avere apparentemente sintomi di morbillo tranne la generica febbre).

Le fanno degli esami e scoprono che tra le altre cose (la bimba era in cura dall’età di tre mesi) aveva il virus del morbillo. Tutto chiaro? Immagino di no, ma la differenza tra voi e i media è che per loro è tutto chiaro: la colpa è del morbillo. Non è del vaccino, che aveva fatto pochi giorni prima, anche se tra gli effetti collaterali del vaccino si legge “nel 5-15% dei vaccinati si può avere febbre superiore a 38.5 °C. Questi inconvenienti si verificano in genere da 5 a 12 giorni dopo la vaccinazione”. E la colpa non è neppure degli eventuali problemi pregressi, per i quali era in cura purtroppo da tanto. Non è nemmeno della coagulopatia, e chiaramente non conta che quell’unico decesso su mille che il morbillo provoca come complicanza (o su tremila, dipende dalla forbice) sopraggiunga per superinfezioni batteriche e non per arresto cardio/respiratorio.

Il piccolo angelo – che riposi in pace – ha fatto il vaccino contro il morbillo, è morta pochi giorni dopo, e nessun media si pone anche il minimo dubbio che il vaccino in questa tragedia possa avere qualche responsabilità, mentre tutti i titoli manipolano i lettori alimentando una chiara, inequivocabile ipotesi ancora priva di dimostrazione, ovvero la correlazione tra un virus eventualmente preso in precedenza al vaccino (relazione di causa-effetto possibile, ma che risulta allo stato attuale una mera ipotesi, molto meno probabile rispetto alla banale evidenza, ovvero quella basata su un dato acquisito e non su un’illazione).

Insomma, il famoso falso adduttivo “Post hoc, ergo propter hoc”, cioè il considerare come causa di un fenomeno ciò che è successo in precedenza a questo fenomeno, viene considerato un grave errore quando un bambino muore subito dopo avere fatto un vaccino, ma se per caso dopo un decesso, nel corpo si ritrova un virus (tra i tanti che regolarmente ospitiamo, specialmente dopo aver fatto un vaccino che per definizione inietta proprio quel tipo di virus – e chi dice che per un difetto di produzione non tutti i virus del preparato siano stati completamente inattivati?), un virus che tra l’altro si trova perché LO SI CERCA, mentre chissà quanti altri si troverebbero se solo venissero cercati, allora il “post hoc ergo propter hoc” diventa per i media una metodologia logica infallibile.

I giornalisti sono in massima parte o dei rubagalline senza un minimo di cognizione e di preparazione logico/scientifica, oppure dei disonesti a libro paga che barattano la salute dei lettori con la loro tranquillità economica, e fanno il titolo che più conviene a chi gestisce le leve del potere economico/finanziario.

Le analisi sulla povera bimba potranno dimostrare qualunque cosa, ma quel che è certo è che OGGI l’unico titolo che si poteva fare era che una bambina è morta per cause ancora sconosciute (ma pochi giorni dopo aver fatto un vaccino).

Se leggete titoli diversi, sapete perché.

Fonte: Claudio Messora

  • Aura Celeste

    Quando la cattiva scienza sbaglia deve pagare ma non con i nostri soldi.

    https://www.youtube.com/watch?v=eEs8-gZtgn4

  • sebastiano

    Il capo redattore di (quel giornale) deve essere condannato per procurato allarme

  • Aura Celeste

    Mi sembra evidente che queste creaturine hanno il sistema immunitario compromesso e i vaccini possono fare più male che bene in questi casi.
    Ci vogliono più farmacovigilanza, più ricerca indipendente e più autocritica
    Speriamo la scienza lo capisca, ci sarebbe molto altro da dire ma non verrebbe accettato.
    Buon volo di Luce, piccolo grande angelo.