Vaccini e libertà scelta: lettera dei genitori a Papa Francesco

0

LIBERA SCELTA LIGURIA SCRIVE A PAPA FRANCESCO

Sua Santità Padre Francesco, oltre duemila famiglie liguri, si trovano in uno stato di totale smarrimento e hanno urgente bisogno di rivolgersi a Lei e alla Sua immensa saggezza, ponendole alcuni importanti quesiti.

Come saprà, l’Italia sta vivendo una profonda spaccatura sociale, dovuta alle recenti disposizioni che impongono l’obbligatorietà di numerosi vaccini per poter frequentare asili e scuole. Le pesanti coercizioni e sanzioni previste dalla legge, impedendo ogni tipo di obiezione, di fatto, ledono la responsabilità genitoriale e violano importanti diritti umani.

Ciò, oltretutto, si inserisce in un contesto pieno di contraddizioni da dirimere e lacune da colmare nell’attuale sistema della profilassi vaccinale: presenza di conflitti di interessi fra i vari attori coinvolti, deresponsabilizzazione delle case farmaceutiche relativamente ai danni da vaccino, carenza di studi e ricerche indipendenti su mix di vaccini e loro sicurezza, carenza di studi e ricerche epidemiologiche sugli effetti a medio e lungo termine, omissione di accurati screening pre-vaccinali e controlli post-vaccinali, impossibilità di reperimento di mono-somministrazioni e conseguente privazione di profilassi personalizzata, carenza di trasparenza in merito a vaccinovigilanza e mancanza di vaccinovigilanza attiva, difficoltà nella segnalazione di reazioni avverse, difficoltà nel vedere riconosciuto il nesso di causalità fra danno e vaccinazione e nell’ottenimento del risarcimento danni (previsto dalla legge 210/1992 con la quale lo Stato italiano ha riconosciuto il danno da vaccino), ecc.

Argomenti che pesano sulle nostre perplessità e minano la credibilità di chi ci governa, creando un clima di sfiducia nei confronti non solo delle istituzioni politiche, ma anche delle istituzioni sanitarie. Il nostro timore è che chi ha scelto il tema vaccinale per attaccare i nostri diritti, non l’abbia fatto a caso, ma conoscendo bene quell’alone di scudo invincibile, radicato nelle coscienze, che le vaccinazioni si sono costruite nell’ultimo secolo. Con il silenzio complice di tutti gli organi istituzionali preposti alla salvaguardia della Carta Costituzionale, attraverso una campagna di sistematica disinformazione a tutto campo, messa in atto anche dai media mainstream, volta a screditare, seminare paura e odio anche nei confronti delle famiglie che hanno optato per scelte diverse in tema di vaccinazione (ree di attentare alla salute pubblica …), si cerca oggi di giustificare importanti privazioni della libertà. Questa legge risulta essere un’arma con la quale limitare, con la tacita e passiva approvazione di molti indifferenti, la sovranità popolare; è un attacco all’istituzione più preziosa: la Famiglia. E ancora più grave, tutto questo accade nel silenzio generale di radio e televisioni: migliaia e migliaia di famiglie, stanno facendo da settimane presidi e manifestazioni e nessuno ne parla. É difficile accettare che il presupposto di questa legge sia la tutela della salute pubblica, quando al contempo le istituzioni non si preoccupano di ciò che mangiamo, di ciò che respiriamo, di ciò che indossiamo … Già oggi che vige un’obbligatorietà meno massiva, ci accingiamo alla pratica vaccinale con immensa paura: i danni da vaccino esistono e sono dietro l’angolo. Nelle nostre Parrocchie si contano sempre più bambini che hanno subito anche gravissimi danni da vaccino e molti di loro rientrano anche nello spettro autistico. Perchè le istituzioni, i medici, i media, arrivano a negare l’esperienza diretta di moltissime famiglie e quindi l’evidenza della realtà? I dati oggettivi non dovrebbero essere il punto di partenza per la ricerca della verità? Questo lo riteniamo molto grave e offensivo. Senza contare i gravi disagi che vivono le famiglie dei danneggiati: isolati dalla società e per lo più ignorati anche dalla legge. L’urgenza e la necessità di rivolgerci a Lei, Santo Padre, e ci creda, nella veste dei servi più umili e obbedienti di Sua Santità, deriva anche da una nota congiunta PAV, CEI E AMCI circa l’uso dei vaccini, pubblicata il 31 Luglio u.s. sul sito di AMCI (http://www.amci.org/index.php/event…), nella quale si legge “Il difetto di vaccinazione della popolazione implica il grave rischio sanitario di diffusione di pericolose e spesso letali malattie infettive, debellate in passato, proprio grazie all’uso dei vaccini, come, ad esempio, il morbillo, la rosolia e la varicella”. Morbillo, rosolia e varicella sono davvero malattie letali? Non risulta vi siano casi di morte per varicella e rosolia; per quanto riguarda il morbillo, i pochissimi casi isolati, riguardano individui la cui vita, purtroppo, era già appesa a un filo. Sempre a proposito di morbillo, il cui aumento dei casi di contagio ha dato origine all’attuale legge, come spiegare che in Italia dal 1 gennaio 2017 al 2 luglio 2017, il 12% dei casi si registrano fra i soggetti vaccinati? E che il restante 88% ha un’età mediana di 27 anni? Anche questi sono dati inconfutabili: il vaccino contro il morbillo non crea un’immunità permanente e in molti casi non crea immunità (soggetti non responder). Le madri, dalla notte dei tempi, ci hanno insegnato che l’immunità naturale è importante: contrarre naturalmente queste malattie, oltre a donare un’immunità permanente, rinforza il sistema immunitario dei nostri figli e protegge la loro salute da altre importanti patologie. A fronte di quali benefici dovremmo sottoporre i nostri figli al rischio di subire anche gravissime reazioni avverse? Senza contare che l’iperimmunizzazione da vaccino, sta rendendo l’umanità sempre più debole e vulnerabile. Un altro dato inconfutabile: nel triennio 2014-2016, in Italia, è stata registrata la presenza di 21.658 segnalazioni di sospette reazioni avverse ai vaccini (dati AIFA); senza contare le segnalazioni che non sono state registrate. In base alla nostra esperienza diretta, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi i medici negano ogni nesso di causalità fra vaccinazione e reazione e non procedono a segnalazione. Sempre sulla nota pubblicata da AMCI si legge “Dal punto di vista clinico va, inoltre, ribadito che il trattamento coi vaccini, pur a fronte di rarissimi effetti collaterali (gli eventi che si verificano più comunemente sono di lieve entità e dovuti alla risposta immunitaria al vaccino stesso), è sicuro ed efficace e che nessuna correlazione sussiste fra somministrazione del vaccino ed insorgenza dell’autismo”. I nostri dubbi su queste perentorie e semplicistiche affermazioni, non derivano da posizioni ideologiche, ma dall’esperienza vissuta da moltissime famiglie della nostra comunità e da ciò che succede a milioni di bambini in tutto il mondo: improvvisamente, il giorno stesso, o quelli immediatamente successivi all’inoculazione del vaccino, si ritrovano una vita completamente compromessa. Alla mamma e al papà non occorrono evidenze scientifiche per conoscere lo stato di salute e vitalità del loro bambino prima e dopo il vaccino e per comprendere, di lì a poco, che in quel lasso temporale la loro vita è completamente cambiata. Sembrerebbe che questo dato di fatto sia avvalorato solo da studi scientifici indipendenti, che mettono in relazione la presenza di inquinanti, adiuvanti e conservanti tossici nei vaccini in commercio con le gravi patologie che si sviluppano a seguito della vaccinazione. É davvero sconfortante e frustrante per noi Cristiani apprendere che nemmeno chi dovrebbe esserci vicino, anche nell’importante funzione di guida spirituale e morale, non tenga minimamente conto della nostra esperienza diretta, non tenga conto della realtà dei fatti! Non fake news del web, ma drammi che si consumano nelle nostre famiglie! Sempre nella stessa nota leggiamo “D’altro canto, non meno urgente risulta l’obbligo morale di garantire la copertura vaccinale necessaria per la sicurezza altrui, soprattutto di quei soggetti deboli e vulnerabili come le donne in gravidanza e i soggetti colpiti da immunodeficienza che non possono direttamente vaccinarsi contro queste patologie”. A tale proposito, ci domandiamo il motivo per cui i bambini appena vaccinati con Priorix Tetra, o altri vaccini antimorbillo, antiparotite, antirosolia e antivaricella, possano frequentare ambienti pubblici e anche locali scolastici, non rispettando l’avvertenza riportata sul foglio illustrativo di questo farmaco che raccomanda: “Una volta vaccinato, il suo bambino deve cercare di evitare per almeno 6 settimane dopo la vaccinazione, fin dove possibile, uno stretto contatto con i seguenti individui: individui con una ridotta resistenza alle malattie, donne in gravidanza che non hanno avuto la varicella o che non sono state vaccinate contro la varicella, neonati da madri che non hanno avuto la varicella o che non sono state vaccinate contro la varicella”. Ma ciò che più ci addolora, è che il richiamo dell’AMCI alla necessità di “garantire la copertura vaccinale per la sicurezza altrui”, implica che esistano vite che valgano meno di altre vite o di un’intera comunità. Una legge, infatti, che obbliga i bambini a subire indiscriminatamente un mix di numerosi vaccini, offrendo il fianco a molte perplessità, sia per le sue conseguenze sul sistema immunitario, sia perché è basata su un trattamento di massa che prevede la somministrazione a tutti i bambini degli stessi vaccini ad una medesima e precocissima età, senza tener conto dell’anamnesi familiare e personale e dello stato differente di salute dei piccoli e dell’ambiente in cui vivono, rischia di mettere a repentaglio tantissime vite. Gli interrogativi che più ci affliggono e sui quali vorremmo interpellarLa, Santo Padre, riguardano non tanto gli aspetti medico scientifici (anche se riteniamo che la scienza che ci viene inculcata da chi ci governa, con i suoi concetti di verità assoluta, definitiva e incontestabile, non siano compatibili con la cultura moderna e con l’idea di scienza a essa connaturata), ma la sfera morale. Le poniamo le nostre domande anche prescindendo dagli aspetti attinenti alla bioetica (è certo che i vaccini contengano cellule provenienti da feti abortiti) e non perché siano meno importanti o urgenti, ma per sottolinearLe che il nostro smarrimento riguarda soprattutto altro. In quanto cattolici, vorremmo partire da un’esamina del Quarto Comandamento – che costituisce uno dei fondamenti della dottrina sociale della Chiesa – e dagli insegnamenti del Catechismo della Chiesa Cattolica, che troverà allegata alla presente lettera, per giungere all’interrogativo finale, il più pesante, quello che fa perdere il sonno, e che collega tutti gli altri: fino a che punto si deve obbedire allo Stato? Non siamo contrari alle vaccinazioni, ma non possiamo accettare ciecamente e pedissequamente le gravi coercizioni e le pesanti sanzioni imposte dalle recenti disposizioni in materia vaccinale. Non riteniamo accettabile che nell’odierna società, sia una legge a stabilire, in modo aprioristico, che il proprio figlio sia sano e vaccinabile e con quali vaccini e le relative tempistiche, rischiando di compromettere per sempre la vita dei nostri bambini. Riteniamo, piuttosto, che la pratica vaccinale, oggi minata da tante contraddizioni e lacune, debba offrire a ciascun individuo le maggiori garanzie in termini di rapporto rischi/benefici. Desideriamo un corretto approccio in materia vaccinale, fatto di informazione, consapevolezza e responsabilità e in netta antitesi con la massificazione che la scienza “ufficiale”, con la complicità del legislatore, vuole imporre ai cittadini. I bambini sono esseri umani unici, originali, diversi e irripetibili: abbiamo il dovere di tutelare e preservare l’incolumità di ogni singola vita. Santo Padre, Lei che ha la facoltà di risvegliare le coscienze sopite, rompa il silenzio sulle importantissime istanze morali, che non sono isolate alla nostra nazione, ma riguardano il mondo intero. La California sta passando il nostro stesso calvario, la Francia sta già vivendo il clima di una imminente minaccia, molti Stati del continente Africano stanno subendo gravi danni e perdite per massive pratiche vaccinali, in Siria il vaccino contro la poliomelite, somministrato senza tener conto delle drammatiche condizioni igieniche a parte della popolazione, sta facendo registrare tanti casi di contagio di polio «vaccino-derivata». Lanci il Suo appello affinché chi governa offra le massime garanzie di trasparenza e sicurezza riguardo alle pratiche vaccinali, mirando alla salvaguardia di ogni singola vita. Riteniamo fondamentale che si venga a ricreare un clima di fiducia e rispetto reciproco, fra istituzioni, mondo medico e cittadini su questo importante tema, ancora scientificamente aperto. E’ utopistico auspicare la possibilità di un confronto costruttivo, collaborativo, pubblico per discutere l’argomento con cuore aperto e libero da conflitti di interesse, condividendo conoscenze, esperienze, ricerche indipendenti e ogni materiale utile a migliorare la pratica vaccinale e renderla il più possibile sicura? I genitori di oggi esigono giustamente di svolgere i loro diritti di primi, seppur non unici, responsabili della vita e della salute dei loro figli: è compito degli specialisti del settore e in particolare di coloro che sono investiti di cariche istituzionali, guidarli e consigliarli in questo delicato compito. Dal momento che, come da Lei affermato, Santo Padre, “La Chiesa vuole raggiungere le Famiglie con umile comprensione e il suo desiderio è di accompagnare ciascuna e tutte le Famiglie perché scoprano la via migliore per superare le difficoltà che incontrano sul loro cammino”, le chiediamo, in questo momento di totale smarrimento, di essere accolti, ascoltati e guidati da Lei, accendendo così in noi una nuova luce di speranza. Sotto la protezione del manto della nostra Madre Celeste, siamo certi che Lei, guidato dallo Spirito Santo, saprà indicare la giusta strada da percorrere. Sua Santità, ringraziandoLa dal profondo del nostro cuore, è con immenso rispetto che Le chiediamo di pregare per tutte le famiglie d’Italia.

In fede, Le famiglie di Libera Scelta Liguria

« Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio » (Es 20,12). Il Quarto Comandamento ci insegna (2199) che siamo tenuti a “onorare e rispettare tutti coloro che Dio, per il nostro bene, ha rivestito della sua autorità, quindi a onorare i pubblici amministratori e i governanti”. Il punto di partenza è dunque la lealtà di ogni cittadino, tanto più se cristiano, verso le autorità civili. Sottintende anche i doveri dei governanti e in generale di tutti coloro che esercitano un’autorità su altri o su una comunità di persone. L’autorità politica è necessaria per garantire la convivenza civile. Tuttavia deve essere praticata come un servizio, per facilitare l’esercizio della libertà e della responsabilità dei cittadini. Essa deve garantire la dignità di ogni persona umana e il rispetto dei diritti dell’uomo.
(2209) La famiglia deve essere aiutata e difesa con appropriate misure sociali. Là dove le famiglie non sono in grado di adempiere alle loro funzioni, gli altri corpi sociali hanno il dovere di aiutarle e di sostenere l’istituto familiare. In base al principio di sussidiarietà, le comunità più grandi si guarderanno dall’usurpare le loro prerogative o di ingerirsi nella loro vita.
(2211) La comunità politica ha il dovere di onorare la famiglia, di assisterla, e di assicurarle, fra l’altro, la difesa della salute. Santo Padre, cosa si intende per difesa della salute? La salute pubblica a discapito della salute del singolo? Con l’introduzione dei vaccini (e anche grazie a migliorate condizioni ambientali, alimentari e igieniche), sono state eradicate e sono diminuite alcune gravi malattie infettive, ma parallelamente sono aumentati drasticamente disturbi del neurosviluppo, malattie autoimmuni, croniche, tumori, leucemia. É un vero guadagno per la salute pubblica?
(2213) Giuste relazioni tra governanti e cittadini presuppongono la naturale benevolenza conforme alla dignità delle persone umane, cui stanno a cuore la giustizia e la fraternità.
(2235) Coloro che sono rivestiti d’autorità, la devono esercitare come un servizio. « Colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo » (Mt 20,26). L’esercizio di un’autorità è moralmente delimitato dalla sua origine divina, dalla sua natura ragionevole e dal suo oggetto specifico. Nessuno può comandare o istituire ciò che è contrario alla dignità delle persone e alla legge naturale. Santo Padre, qual è il bene vero dell’uomo e quale azione compiuta dall’individuo umano o a carico dell’individuo umano, è conforme alla sua istanza connaturale? In coscienza sentiamo di non poter subire l’obbligo di sottoporre indiscriminatamente i nostri figli a un mix di numerosi vaccini, così come ci viene imposto dalla legge; non possiamo subire il rischio di compromettere la salute, se non finanche la vita stessa dei nostri bambini. (1955 (…)) Come dice San Tommaso D’Aquino “La legge naturale altro non è che la luce dell’intelligenza infusa in noi da Dio. Grazie ad essa conosciamo ciò che si deve compiere e ciò che si deve evitare. Questa luce o questa legge Dio l’ha donata alla creazione”. Tante madri, cercano di decidere ciò che è meglio per il loro bambino, seguendo l’esempio di Maria Vergine, che si è opposta ai regnanti del tempo, sottraendo Suo Figlio alla strage degli innocenti.
(2238) Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio » (1 Pt 2,13.16). La leale collaborazione dei cittadini comporta il diritto, talvolta il dovere, di fare le giuste rimostranze su ciò che a loro sembra nuocere alla dignità delle persone e al bene della comunità.
(2240) I Cristiani « abitano nella propria patria, ma come pellegrini; partecipano alla vita pubblica come cittadini, ma da tutto sono staccati come stranieri […]. Obbediscono alle leggi vigenti, ma con la loro vita superano le leggi […]. Così eccelso è il posto loro assegnato da Dio, e non è lecito disertarlo ». (Lettera a Diogneto, 5, 5; 5, 10; 6, 10: SC 33, 62-66 (Funk 1, 398-400).
(2242) Il cittadino è obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti sono contrari alle esigenze dell’ordine morale, ai diritti fondamentali delle persone o agli insegnamenti del Vangelo. Il rifiuto d’obbedienza alle autorità civili, quando le loro richieste contrastano con quelle della retta coscienza, trova la sua giustificazione nella distinzione tra il servizio di Dio e il servizio della comunità politica. « Rendete […] a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio » (Mt 22,21). « Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini » (At 5,29). « Dove i cittadini sono oppressi da un’autorità pubblica che va al di là delle sue competenze, essi non ricusino quelle cose che sono oggettivamente richieste dal bene comune; sia però loro lecito difendere i diritti propri e dei propri concittadini contro gli abusi di questa autorità, nel rispetto dei limiti dettati dalla legge naturale ed evangelica ». (Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 74: AAS 58 (1966) 1096) Santo Padre Francesco, basandoci sull’esperienza che vivono tante delle nostre famiglie, in coscienza riteniamo che questa legge minacci la vita dei nostri figli.
(2244) Ogni istituzione si ispira, anche implicitamente, ad una visione dell’uomo e del suo destino, da cui deriva i propri criteri di giudizio, la propria gerarchia dei valori, la propria linea di condotta. Nella maggior parte delle società le istituzioni fanno riferimento ad una certa preminenza dell’uomo sulle cose. Solo la Religione divinamente rivelata ha chiaramente riconosciuto in Dio, Creatore e Redentore, l’origine e il destino dell’uomo. La Chiesa invita i poteri politici a riferire i loro giudizi e le loro decisioni a tale ispirazione della verità su Dio e sull’uomo. Le società che ignorano questa ispirazione o la rifiutano in nome della loro indipendenza in rapporto a Dio, sono spinte a cercare in se stesse oppure a mutuare da una ideologia i loro riferimenti e il loro fine e, non tollerando che sia affermato un criterio oggettivo del bene e del male, si arrogano sull’uomo e sul suo destino un potere assoluto, dichiarato o non apertamente ammesso, come dimostra la storia. (Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 45-46: AAS 83 (1991) 849-851) E’ proprio ciò che avvertiamo: l’aggrapparsi da parte di chi ci governa a verità assolute e inconfutabili, radiando illustri rappresentanti del mondo medico scientifico che, discostandosi prudenzialmente da tale visione, richiedono maggiore cautela e verifiche in materia vaccinale. E se le nuove modalità di somministrazione dei vaccini non fossero affatto così benefiche come la retorica del Sapere Unico impone? Il seme del dubbio ha portato avanti la scienza in ogni sua componente. Lo stesso non può che essere nella medicina. La fretta con cui il governo ha preparato questo decreto suscita un certo scetticismo, almeno sino a quando i finanziamenti alla politica non avranno totale trasparenza. In più la netta chiusura verso le nostre istanze, l’indisponibilità al confronto, l’intolleranza al dibattito sulle importanti questioni che sottendono ai recenti obblighi in campo vaccinale, pongono le famiglie di fronte a innumerevoli dubbi e quesiti irrisolti. Forse c’è paura di far emergere un’altra verità? Dove sta il bene e dove il male? Anche Gesù era considerato un impostore, pur avendo in sé la Verità.
(2246) È proprio della missione della Chiesa «dare il suo giudizio morale anche su cose che riguardano l’ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime. E questo farà utilizzando tutti e solo quei mezzi che sono conformi al Vangelo e al bene di tutti, secondo la diversità dei tempi e delle situazioni ». (Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 76: AAS 58 (1966) 1100.) (2254) La pubblica autorità è tenuta a rispettare i diritti fondamentali della persona umana e le condizioni per l’esercizio della sua libertà.
(2255) È dovere dei cittadini collaborare con i poteri civili all’edificazione della società in uno spirito di verità, di giustizia, di solidarietà e di libertà.Dove i cittadini sono oppressi da una autorità pubblica che va al di là delle sue competenze, essi non ricusino quelle cose che sono oggettivamente richieste dal bene comune; sia però loro lecito difendere i diritti propri e dei propri concittadini contro gli abusi di questa autorità, nel rispetto dei limiti dettati dalla legge naturale ed evangelica” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 74].
(2256) Il cittadino è obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti si oppongono alle esigenze dell’ordine morale. « Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini » (At 5,29).
Santo Padre, chiediamo alla Santa Madre Chiesa di svolgere il Suo ruolo di guida morale, affinché vinca il Vero Bene.