Vaccini: elettori delusi del M5s si organizzano per le prossime regionali

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Quando ti promettono le stelle, ma ti danno le stalle – di Francesca Meloni

Quando una promessa viene disattesa la delusione è tanta. Luca ha 5 anni e deve frequentare l’ultimo anno di scuola materna.

È tutto pronto: il grembiulino nuovo, stirato e piegato con cura dalla mamma, lo zainetto dei pigiamini, le scarpine nuove degli Avengers.

Luca non sa che quel grembiulino resterà piegato nell’armadio e che non potrà indossare il suo zainetto nuovo. La mamma si, anche se cerca di non far vedere le lacrime.

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L’ ANTEFATTO: MoDiLiS è un movimento regionale che si è costituito per volontà dei genitori che sostengono la libertà di scelta, sia in ambito sanitario che in altri ambiti.

Dalla promulgazione della 119 si è impegnato nella ricerca di un dialogo con le istituzioni politiche, dialogo che è stato trovato con alcune forze politiche che si sono fin da subito dimostrate disponibili all’ascolto.

Nel corso dei mesi i contatti sono diventati sempre più frequenti e a febbraio, quindi in piena campagna elettorale, sono finalmente arrivate anche delle promesse. “Nessun bambino resterà a casa, a settembre tutti a scuola!”

Ci era stato promesso. Non sono poi mancate le rassicurazioni, sovente materne, che ci garantivano l’entrata di tutti i bambini alla scuola d’infanzia.

Sono così arrivate le tanto attese elezioni del Governo e i risultati ci hanno fatto gioire e sperare in un esito positivo per le nostre accorate richieste.

Ci siamo fidati, forse ingenuamente, lo ammettiamo, ma le forze politiche che avevano dialogato con noi, raggiunti i risultati delle elezioni che conosciamo, erano ampiamente in grado di mantenere le loro promesse.

Tali forze, infatti, pur sostenendo sempre la bontà delle vaccinazioni, erano assolutamente contrarie a portare avanti una politica di obbligo che non solo, a detta loro, non era proficuo, ma anche dannoso.

“La gente deve essere informata ed eventualmente persuasa, ma mai obbligata”. Questo dicevano. Ci abbiamo creduto.

E come potevamo dubitare, del resto, se per tutta la durata della campagna elettorale, e anche successivamente, avevano continuato a criticare la legge 119 facendone quasi uno slogan!

Il governo del cambiamento, almeno in ambito regionale, è riuscito a stupirci, ma in senso negativo. Il cambiamento, è vero, c’è stato: in peggio!

I FATTI: Durante la discussione del Milleproroghe, l’emendamento che avrebbe dovuto prorogare la richiesta del libretto vaccinale in regola (secondo la legge 119, quindi con 10 vaccinazioni) come conditio sine qua non per l’ammissione e la frequenza delle istituzioni scolastiche per la fascia 0-6 è stato ritirato. Sparito.

Al suo posto ne è stato presentato un altro che prevede la possibilità di autocertificare la propria condizione vaccinale fino al 10 marzo, quando invece si dovranno consegnare i documenti rilasciati dalla Asl che dimostreranno senza dubbio alcuno chi siano i bambini conformi e chi no.

Un ribaltone inaspettato, ma che non ha reso meno drammatica la presa di coscienza che qualcuno aveva tradito le nostre aspettative, Sedotti e abbandonati, disillusi, forse ingannati.

Si è ingenerata tanta confusione nelle famiglie che aspettavano ben altro dal Milleproroghe, mentre nella testa risuonavano ancora le parole “State tranquilli, a settembre nessun bambino resterà fuori.”

E questa confusione è stata ingenerata da una forza politica che, a nostro avviso, appare sempre più divisa tra puristi, tecnocrati e burocrati.

Proprio quella forza politica che avrebbe dovuto tutelare il diritto all’istruzione di tutti, senza discriminazioni, discriminazioni sulla cui lotta hanno imbastito diversi slogan durante la campagna elettorale.

E adesso?Cosa ci aspetta adesso? L’incertezza è tanta. Cosa intende la Commissione Sanità quando parla di obbligo allargato? Vaccineranno anche gli adulti, magari utilizzando qualche forma di ricatto burocratico? Cosa intendono di preciso con “obbligo flessibile”?

Le nostre sensazioni sono contrastanti a riguardo, e proprio in virtù di questo, come movimento, prendiamo atto dell’accaduto e pensiamo verso quale direzione convogliare le nostre intenzioni di voto per le prossime regionali, consapevoli del fatto che dovremo organizzarci in modo più strutturato dato che, in conseguenza alla possibile estensione dell’obbligo anche per gli adulti, il nostro movimenti è inevitabilmente destinato a crescere rapidamente sul territorio sardo.

A medas annos, lo Staff di MoDiLiS. Fonte Francesca Meloni