Perché fanno vaccini polivalenti? Ecco l’assurda risposta di chi li produce

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Vaccini: il perché dei polivalenti spiegato da un dirigente della Glaxo Smith – di Nicoletta Forcheri

Nel video che ho tradotto dal francese, un alto dirigente dell’azienda che produce gli esavalenti, la Glaxo Smith, spiega in modo molto succinto come la sua società sia “stata creata e diventata azienda di successo” acquisendo tutti i brevetti dell’epatite B, quando per la prima volta fu possibile per un vaccino essere coperto da brevetto, e quindi dall’alto di una posizione dominante, costringendo le aziende “concorrenti” ad adeguarsi alle condizioni di GS per entrare sul mercato.

Per chi non lo sapesse questo si chiama appunto abuso di posizione dominante e intesa su prezzi e condizioni, in poche parole monopolio, ed è un reato passibile di penalità da parte della DG Concorrenza della Commissione di Bruxelles, dove questa ha i più ampi poteri per Trattato UE.

In questi giorni di rientro a scuola e di discussione sull’obbligo vaccinale, mentre regioni come la Toscana decidono di applicare semplicemente la Lorenzin escludendo incostituzionalmente dagli asili nido e le materne i bambini non vaccinati, bisogna chiarire che l’argomento è stato strumentalizzato e imposto per mere questioni di interesse di una multinazionale privata, la Glaxo Smith, e tutta la sua clique, facendo passare dei genitori che amano i figli e che si pongono domande più che legittime, per fanatici No Vax mentre non fanno altro che interrogarsi sulle ragioni di un’imposizione di così tanti vaccini contemporaneamente anche allorquando alcune malattie sono state fatte dal bambino, o quando, in età troppo giovane, alcuni vaccini come il tetano o per l’appunto l’epatite B, sarebbero non pertinenti, del tutto non necessari. La risposta è nel video.

Questi “fanatici no vax” vorrebbero solo essere sicuri di evitare gli effetti collaterali descritti dall’AIFA e non solo e che aumentano con l’assunzione dei polivalenti, semplicemente effettuando un test preventivo, vorrebbero potere ottenere i monovalenti – praticamente introvabili perché commercialmente alle asl sono stati imposti i polivalenti dal monopolio vigente – li vorrebbero certificati puliti da sostanze dannose e nanoparticelle varie, e o altro materiale estraneo, e solo una volta appurato che il soggetto non sia allergico con opportuni test esistenti.

Si impongono vaccini per malattie di cui non esiste l’epidemia o di cui l’epidemia sarebbe innocua – la sottoscritta appartiene a quella generazione di ex bambini le cui mamme ci portavano alle feste dei bimbi malati di varicella, morbillo e rosolia per contagiarci e “acquisire l’immunità” da piccoli – mentre stiamo correndo enormi rischi di nuove epidemie, completamente scoperti e inermi, di fronte a un immigrazionismo selvaggio dove persone non identificate e senza documenti, spariscono nella natura, mentre quelle trovate positive ai test, non vengono costrette ad alcuna quarantena.

Ma la realtà è che siamo arrivati al degrado completo nel settore della sanità, poiché in seguito a scelte scellerate iniziate nel 1996, mancano medici, specializzandi e personale sanitario – ad esempio in Lombardia sono necessari 40000 medici supplementari – il tutto come conseguenza dei tagli folli di una spending revieuw che dal 1992 ci ha marchiato al ferro di Maastricht e al fuoco delle privatizzazioni selvagge a gran vantaggio di un cartello di banche private prevalentemente estere, i cui azionisti principali stanno riscuotendo la manna dal bengodi Italia da quasi 30 anni.

L’igiene pubblica è un bene prezioso come l’acqua potabile e l’aria che si respira. Essa è una materia da non prendere assolutamente sottogamba e da investirci, sempre seguendo la massima PRIMUM NON NUOCERE.

Prima vengono gli umani e la loro salute. E il benessere degli umani è il bene più prezioso, quello per il quale pur di non tagliare i fondi, bisognerebbe creare strumenti monetari quanto basta per ottenere l’obiettivo di igiene pubblica e di una sanità umana ed efficace. Fonte: scenarieconomici.it