Vedeva la Madonna e intascava milioni. Oggi ha cambiato sesso

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vedeva la madonna

La falsa veggente transgender arrestata per truffa: “vedeva” la Madonna e “aveva” le stimmate (VIDEO)

  • di Gelsomino Del Guercio

Sveva Cardinale (un tempo Paolo Catanzaro), suggestionava le sue vittime facendo credere di avere poteri mistici. La sua controversa storia inizia nel 1990

Dal misticismo alla truffa, dalle visioni della Madonna al raggiro con riflessi devastanti nelle singole vite private, il passo è breve. Tanto breve quanto difficile è risalire al raggiro, specie se il denaro viene dato in contanti.

Dopo decine di denunce è stata tratta in arresto e portata in carcere dai militari della guardia di finanza del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brindisi, Paolo Catanzaro, ex veggente 42enne che dopo aver cambiato sesso (da uomo a donna) ed essersi trasformata in una transgender showgirl e attrice con nome d’arte Sveva Cardinale, è salita agli onori delle cronache (del caso se ne sono occupate anche Le Iene) per aver ingannato, stando alle accuse mosse, diverse persone in tutta Italia, approfittando della loro necessità di affidarsi al sovrannaturale (Il Messaggero, 1 febbraio).

La Cardinale, insieme al marito Francesco Rizzo e altre sette persone, è accusata del reato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Le misure sono emesse dal Gip di Brindisi.

Le prime fantomatiche “apparizioni” della Madonna

La storia che affonda le sue radici nei primi anni ’90, quando Paolo Catanzaro, ancora minorenne, radunava centinaia di fedeli in una chiesetta situata in contrada Uggio, a 15 chilometri da Brindisi, dove affermava di assistere ad apparizioni della Madonna.

Scomunicato dalla Chiesa

Le presunte apparizioni sono andate avanti fino ai primi anni del 2000. In questo arco temporale, stando alle denunce sporte da diverse vittime, la Cardinale, oggi 43enne, avrebbe raccolto ingentissime somme di denaro in cambio di miracolose guarigioni. In un’intervista rilasciata a Le Iene la stessa respinse le accuse mosse nei suoi confronti, bollandole come «calunnie». Nel frattempo Paolo Catanzaro-Sveva Cardinale è stato anche scomunicato dalla Chiesa, per mano del vescovo Settimio Todisco (Brindisi Report, 30 gennaio).

La liquidazione dell’insegnante

Al momento, agli atti dell’inchiesta, ci sono i racconti di un farmacista, il primo in ordine di tempo a entrare in contatto con il “mistico” per il tramite di un poliziotto in pensione, e di una donna, insegnante, che ha denunciato di aver «devoluto in suo favore tutto il trattamento di fine rapporto lavorativo, pari a 55 milioni di lire, più 550 milioni di vecchie lire, derivanti dalla vendita di un appartamento a Lecce al quale sono stati aggiunti 120 mila euro dalla vendita della casa della madre, anche lei caduta sotto il controllo psicologico di Catanzaro».

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L’ufficiale dell’aeronautica

C’è anche un ufficiale dell’aeronautica il quale, tramite la moglie, avrebbe elargito  200mila euro dal 2005 al 2015, denaro solitamente consegnato in buste e accompagnato da pacchi di alimentari destinati «gruppo di giovani che circondavano Catanzaro». Anche un avvocato sarebbe stato coinvolto.

La ginecologa

A Bari dalla denuncia di una ginecologa è scaturito un processo nel quale Paola Catanzaro è imputata per truffa in concorso con un’altra donna, Lucia Borrelli, appartenente ai fedelissimi di Catanzaro: il medico avrebbe versato complessivamente 300mila euro, dopo essere stata avvicinata dal gruppo in un periodo delicato, legato alla malattia del padre, poi deceduto.

Accusatrice ed indagata

Il gip ha ritenuto «ugualmente significative le dichiarazioni auto ed etero accusatorie di un’altra indagata, Anna Picoco», a sua volta denunciante e un tempo vicina a Catanzaro. Ha riferito di aver conosciuto Paolo quando era ragazzina, aveva 14 anni, di averlo seguito nel tempo anche perché «aveva carisma mistico che crebbe nel 2002 con il vescovo». Quando in seguito ci fu l’opposizione, «il mistico paragonò questo atteggiamento alle persecuzioni subite a suo tempo da Padre Pio da Pietralcina».

L’angelo Joel

Il passaggio che nell’ordinanza è considerato di estremo interesse per descrivere la personalità di Catanzaro è il seguente: «Paolo mi fece credere che io in realtà ero un angelo di nome Joel», ha detto la donna nel corso dell’interrogatorio. «Ero predestinata ad avere un futuro stabile vicino a una persona che la Provvidenza mi avrebbe fatto incontrare» (Brindisi Report, 31 gennaio).

Fonte: Aleteia