5 Stelle: indovinate chi spende di più per i taxi? E chiede il rimborso

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Via auto blu, 5 stelle a tutto taxi

Il presidente dell’assemblea De Vito aveva promesso un tetto massimo, ma è finito in soffitta? Il grillino Ferrara spende 400 euro al mese, come nessun altro, e chiede il rimborso 

Si smentiscono giorno dopo giorno, tanto a pagare sono sempre i romani. Infatti il presidente della Camera, Roberto Fico, non sembra affatto imitato in casa 5 Stelle.

Se l’inquilino predilige prendere il bus o muoversi con una nutrita scorta, ben 20 agenti di polizia, in Campidoglio il capogruppo pentastellato Paolo Ferrara preferisce prenotare una corsa del Taxi per muoversi. Infatti il grillino non ci sale proprio sulle navette, a disposizione dei capigruppo dopo l’eliminazione delle auto blu.

“Bisogna porre un tetto ai rimborsi taxi. Mi farò direttamente estensore della proposta”. Alla faccia di quanto sosteneva, ma non sembra aver mosso un dito, il presidente dell’assemblea capitolina Marcello De Vito appena nominato. Era luglio 2016, e con la promessa – tra le tante – di drastici tagli a sprechi e privilegi nella pubblica amministrazione, i pentastellati conquistavano palazzo Senatorio.

Due anni dopo però quel tetto non è ancora arrivato, come ammette lo stesso Campidoglio interpellato a riguardo. I consiglieri tutti continuano a utilizzare le auto bianche quando serve, per legittime ragioni di lavoro, rendicontando all’Ufficio di presidenza i tragitti fatti. E i grillini non fanno eccezione.

5 Stelle: i dati

Dai dati disponibili più recenti, secondo quanto scoperchiato da Romatoday.it, i romani sono costretti a sborsare per i 48 consiglieri dell’Aula 8mila 312 euro nel secondo semestre del 2017. Di questi la cifra più alta – come ovvio essendo i consiglieri in numero maggiore – è quella del M5s: 2mila 767 euro.

E l’anticasta Ferrara si assicura il primato assoluto con 2mila 438 euro di rimborsi spese, 400 euro al mese, più del totale degli altri gruppi consiliari messi insieme (686 euro al Pd, 591 a Forza Italia, 365 alla civica Roma torna Roma, 529 a Sinistra per Roma), esclusi i consiglieri della lista con Giorgia (Fratelli d’Italia) che hanno chiesto 1681 euro di rimborsi e quelli della lista Marchini che hanno speso, in due, 1690 euro.

Decisamente inferiori invece le cifre rendicontate dagli altri consiglieri pentastellati. In buona sostanza, il numero uno grillino in Aula Giulio Cesare ciuccia quasi totalità della somma del gruppo capitolino.

Il che viene da chiedersi? Che fine ha fatto la proposta annunciata a pompa magna da De Vito? È forse finita in soffitta, anche alle prese con le tante grane amministrative in cui è finita la giunta Raggi (emergenze buche e rifiuti, campi rom, bus in fiamme e crisi finanziaria in Atac)?

Per dovere di cronaca, i consiglieri capitolini sono costretti a muoversi da una sede all’altra. Principalmente da palazzo Senatorio agli spazi dislocati dei gruppi consiliari, dove si svolgono anche le commissioni capitoline. Via del Tritone, via Petroselli, via Capitan Bavastro, circonvallazione Ostiense, si trovano tutte nel raggio delle mura Aureliane.

Ovviamente i grillini la buttano in caciara ogni qualvolta vengono presi in castagna: “Abbiamo ridotto le spese ad un milione di euro rispetto al passato”. Un passato che sembra la solita giustificazione per motivare i loro (mancati) tagli alla spesa della politica, come appunto sembra avvenire per i rimborsi taxi.

Per carità, non c’è nessun abuso. Ma è l’ennesima dimostrazione che anche i 5 Stelle non sembrano brillare come avevano assicurato appena insediati in Campidoglio, dopo una campagna elettorale a “ferro e fuoco” contro la “vecchia politica”. Se questo modus operandi dovesse rientrare nel nuovo corso…

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA