Vitamina K: ecco i 3 sintomi che indicano una mancanza e come rimediare

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Soffri di emorragie e sanguinamenti? Attenzione alla vitamina K – di Ospedale Bambino Gesù per Aleteia

Livelli estremamente bassi di vitamina K possono causare emorragie e sanguinamenti di diversa importanza:

sangue dal naso, sanguinamento dalle gengive, lividi, fino a gravi emorragie cerebrali.

Che cos’è. Si tratta di una vitamina coinvolta nella coagulazione del sangue. Il “K” è infatti l’iniziale della definizione danese “Koagulation vitamin”.

Dove si trova. La più importante fonte sono le verdure a foglie verdi: spinaci, broccoletti, lattuga.

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Si trova anche nei legumi, negli oli vegetali e in alcuni frutti (ad esempio i mirtilli e i fichi). Gli alimenti di origine animale (carne, formaggio, uova) ne contengono quantità inferiori. Infine, è anche prodotta dai batteri che vivono nel nostro intestino.

A cosa serve, a cosa fa bene. E’ fondamentale per un corretto funzionamento della coagulazione del sangue. Ha un ruolo anche nella salute delle ossa.

Chi può avere bassi livelli di vitamina k

I neonati nei primi mesi di vita possono avere bassi livelli per varie ragioni. I livelli di vitamina K possono inoltre essere bassi nei pazienti con una condizione cronica che riduce la capacità di assorbimento a livello intestinale: colite ulcerosa, fibrosi cistica, celiachia.

È praticamente impossibile una mancanza di vitamina K dovuta ad una dieta sbilanciata.

Quando sospettare una mancanza. Livelli estremamente bassi possono causare emorragie e sanguinamenti di diversa importanza: sangue dal naso, sanguinamento dalle gengive, lividi, fino a gravi emorragie cerebrali.

Una mancanza di vitamina K provoca anche un indebolimento delle ossa con osteoporosi e aumento del rischio di fratture.

Rischi da eccesso. Un eccesso non è dannoso, se non nel caso in cui si assuma un farmaco anticoagulante (il warfarin).

In questo caso, è bene verificare l’assunzione quotidiana di vitamina K con il proprio medico. Fonte: Aleteia