23 associazioni: YouTube raccoglie dati dei bambini senza consenso genitori

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dati dei bambini YouTube

YouTube accusato di raccogliere i dati dei bambini e di sfruttarli per la pubblicità

  • di Marco Paretti

Una coalizione di 23 associazioni per l’infanzia, di consumatori e di attivisti ha accusato YouTube di collezionare informazioni sui più piccoli con l’obiettivo di vendere spazi pubblicitari targetizzati per i bambini.

L’accusa sostiene che il noto portale di condivisione video abbia violato il Children’s Online Privacy Protection Act (COPPA), che richiede a YouTube di ottenere il consenso dei genitori prima di raccogliere i dati di bambini sotto i 13 anni di età. Il portale offre già un’alternativa dedicata ai più piccoli, YouTube Kids, ma secondo la coalizione molti giovani utilizzano comunque l’app principale e l’azienda non riporta con sufficiente trasparenza i termini di utilizzo, che prevedono un’età superiore ai 13 anni per potersi iscrivere al portale.

Come segnalato all’interno dei termini di servizio, infatti, per potersi iscrivere e utilizzare YouTube bisogna aver compiuto 13 anni: “Se non hai compiuto 13 anni, non utilizzare il servizio” si legge nel documento. Secondo la coalizione, questo avviso non sarebbe abbastanza e YouTube dovrebbe fare di più per notificare i genitori e ottenere il consenso prima di tracciare i dati e vendere le informazioni sugli account. Se un minore di 13 anni si iscrive, infatti, il suo account viene analizzato e targhetizzato come quello di un adulto, con conseguente targhetizzazione della pubblicità.

È quindi una polemica che solo in parte va a colpire il portale di condivisione video: da un lato sono i genitori che consentono ai figli di iscriversi senza aver compiuto 13 anni, dall’altro il gruppo di consumatori accusa YouTube di sfruttare questi account “illegali” per targettizzare comunque la pubblicità. “YouTube sta attivamente confezionando i minori di 13 anni per gli inserzionisti” ha commentato Josh Golin, leader della coalizione.

Dal canto suo YouTube ha spiegato che valuterà “se ci sono elementi che possiamo mettere in atto per migliorare”, ma anche sottolineato che “YouTube non è per i bambini” e che per i minori di 13 anni è stata sviluppata un’applicazione apposita, YouTube Kids, che offre contenuti filtrati e maggiori controlli parentali. Proprio in riferimento a quest’ultima, comunque finita al centro di polemiche per le maglie di controllo a volte troppo ampie, è stato annunciato che è in fase di sviluppo una versione completamente curata da curatori umani per evitare che video dal look fanciullesco ma dai contenuti estremi possano finire davanti agli occhi degli spettatori più piccoli.

Fonte: fanpage.it tecnologia